Cosa è e cosa non è il coaching

Jul 28, 2022

In realtà non avevo ben chiaro cosa fosse esattamente il coach in quanto, pur avendo già utilizzato un coach in passato, come coachee non mi era stato spiegato in modo chiaro quale sarebbe stato il percorso con il coach. In realtà, in quell’occasione, avevo un obiettivo ben preciso e il coach mi aiutato ad prendere ed affrontare la decisione finale.  

In questa esperienza, pur essendo risultata efficace al raggiungimento dell’obbiettivo,  avevo infatti raggiunto il mio scopo, non ero in definitiva rimasta molto soddisfatta della coach perché nonostante l'obiettivo fosse stato raggiunto, ha provato a convincermi ad andare avanti con le sessioni.  

 

Questo master mi ha fatto comprendere che un buon coach segue il suo coachee fino a quando l'obiettivo è stato raggiunto e non forza “la mano” per vendere nuove sessioni di coaching.   

Ho compreso che il coaching deve aiutare a focalizzare l'attenzione sulle cose essenziali che servono per raggiungere l'obiettivo prefissato. Mi piace molto una slide in cui ci sono una serie di secchi in cui il coach piano piano li riempie perché riassume, in un solo disegno, che cosa deve fare il coach ovvero:  

- deve essere un erogatore di motivazione  

- deve lavorare in abbondanza e non in carenza  

- deve valorizzare le diversità e riconoscere i valori e i bisogni del coachee  

- infine, deve riconoscere la motivazione per cui il coachee vuole arrivare al suo obiettivo.   

 

Il percorso di coaching è un percorso attraverso il quale il coachee evolve ed è rivolto al presente e al futuro.   

Il coach non fornisce soluzioni, non insegna, non manipola, ma favorisce l'incremento dell'autoconsapevolezza rispetto alle competenze e ai punti di forza in modo che il coachee trovi in modo autonomo la sua soluzione, questo perché se la soluzione/piano di azione viene direttamente dal coachee è più facile che venga perseguita.  

Mi ha colpito anche il fatto di soffermarsi ad analizzare che cosa non è il coaching in quanto, come dall'esperienza raccontata precedentemente, non mi era molto chiaro.   

 

Un'altra cosa bella che mi è piaciuta del percorso sin qui fatto è che, più volte, è stato sottolineato il fatto che nel momento in cui viene percepito che il coach o quel tipo di coach (life, sport, business, mental o altro) non è il professionista che fa al caso del nostro coachee è di avere l'umiltà e la maturità per fargli capire che deve rivolgersi a qualcun altro.  

Il rapporto tra coach e coachee è un rapporto di partnership e il coach, come strumenti a sua disposizione, ha l'ascolto attivo senza giudizio ma con empatia e le domande potenti che fanno riflettere il coachee sulle sue potenzialità e inoltre, il coach, ha come obiettivo la realizzazione dell'obiettivo/scopo del coachee.   

 

Cosa NON è il coach? Non è uno psicologo, per esempio, che ha come obiettivo la guarigione del paziente e la relazione è proprio quella di dottore/paziente e si focalizza su un disagio. Non è un counselor, che ha come obiettivo il benessere del cliente, il rapporto è tra esperto/inesperto e si focalizza su un problema. Non è un  mentore che ha come obiettivo lo sviluppo delle abilità, la relazione è  esperto/inesperto e il focus è l'insegnamento.  

 

Come da fonte AICP  “il coaching è un metodo di sviluppo dei singoli, dei gruppi e delle organizzazioni, basato sul riconoscimento, la valorizzazione e l'allenamento delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi definiti dal cliente (coachee) e con l'eventuale committente”.  

In conclusione, il coach è un allenatore di potenzialità mentre il coachee è il vero protagonista.  

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